La primavera si è aperta con un pellegrinaggio organizzato dal nostro parroco don Giuseppe, verso una meta perfetta per chi vuole passare una giornata fuori Roma, tra passeggiate, viste panoramiche e soste per un caffè: Castel sant’Elia e Civita Castellana.
Castel sant’Elia è un piccolo borgo circondato dal verde in provincia di Viterbo. Celebre per il santuario di Maria santissima ad Rupes situato in una grotta tufacea, è luogo di silenzio e di preghiera.
Con molta probabilità la valle Suppentonia, accolse i primi anacoreti che introdussero in occidente la vita monastica. I benedettini eressero la Basilica di Sant’Elia, poi a loro subentrarono altri ordini religiosi che lasciarono la loro impronta. Gli attuali custodi del santuario sono i padri Micheliti (congregazione di S. Michele Arcangelo). Quando giunse Fra Giuseppe Andrea rodio (1745-1819), francescano, per facilitare l’accesso alla grotta, scavò per ben 14 anni una galleria con 144 gradini. Giunti alla grotta, davanti all’immagine della Madonna, abbiamo recitato il Santo Rosario guidato da due partecipanti al pellegrinaggio, Roberto e Giusy, a seguire canti mariani e preghiere spontanee.
Il quadro della Madonna è del XVI sec. e sostituisce un affresco rovinato dall’umidità. Si vede la madre Maria che adora il figlio Gesù dormiente sul suo grembo; la sacra immagine è impreziosita da corone d’oro.
Dopo la S. Messa celebrata nella grotta da don Giuseppe, ci siamo tutti riuniti in una sala adiacente per un momento di svago e di socialità.
Ultima tappa del nostro pellegrinaggio è stata Civita Castellana, cittadina nel cuore della Tuscia viterbese. Fu capitale dell’antico popolo dei Falisci e in epoca rinascimentale, sede papale. Civita castellana è celebre anche per la produzione di ceramiche artistiche.
Tra vicoli, piazze e scorci panoramici, domina maestosa la cattedrale di Santa Maria Maggiore in stile romanico. Per la costruzione vi lavorarono 4 generazione di Cosmati (maestri marmorari romani). Un raffinato portico decorato e 2 leoni stilofori ci hanno introdotto all’interno. La Cattedrale è ad un'unica navata con cappelle laterali. La fascia centrale del pavimento è composta da 17 cerchi concentrici che si snodano fino al presbiterio. L’altare è un sarcofago del IV sec.
La cripta risale al XII sec. e fu scelta come sepolcreto dei vescovi diocesani. A sinistra della cripta, è murato un ciborio marmoreo che rappresenta la Madonna con il bambino e i santi protettori del luogo: Marciano e Giovanni.
L’oratorio è murato dalla parte della seconda campata, vi possiamo ammirare un sarcofago con scene di caccia al cinghiale del IX sec; sono murati inoltre anche i 2 plutei cosmateschi per la recinzione del presbiterio.
Dopo un breve girovagare per il borgo, verso le 18,00 siamo ripartiti per Roma. Un grazie a tutti coloro che hanno partecipato e operato per la buona riuscita del pellegrinaggio. Grazie anche alle comunità vicarie che si sono associate a noi. Infine un grazie speciale va al nostro parroco, don Giuseppe che con il suo bagaglio culturale e i modi garbati ha saputo infondere a tutti noi bellezza e spiritualità.
Giulia Zappi
UFFICIO PARROCCHIALE
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