Articolo dal Messaggero del 27.10.2016

Papa Francesco torna sul gender: «Sconcertante cancellare differenze uomo-donna»

 

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Papa Francesco torna sul Gender - Messaggero 27.10.2016
Dal Messaggero di giovedì 27 ottobre 201
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Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana del 20.04.2016

"Sempre più bambini costretti a cambiare sesso" Il documento dei pediatri americani in otto punti è un accorato appello a respingere l'ideologia gender.

 

Articolo di Tommaso Scandroglio

 

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Da La nuova Bussola Quotidiana del 20.04.2016
Sempre più bambini costretti a cambiare
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Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana del 14.04.2016

In marcia per la vita:sfida alla cultura di morte. Per scuotere chi considera normale abortire è il senso della Marcia per la Vita dell'8 maggio a Roma.

 

Articolo di Tommaso Scandroglio

 

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Da La nuova Bussola Quotidiana del 15.04.2016
In Marcia per la vita sfida alla cultura
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Articolo da Avvenire del 01.02.2016

Intervista ad Alexej Komov. " le unioni gay non sono la modernità"

Articolo di Luciano Moia

 

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Da Avvenire del 01.02.2016
Le unioni gay non sono la modernità.pdf
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Congregazione per la dottrina della Fede

CONSIDERAZIONI CIRCA I PROGETTI

DI RICONOSCIMENTO LEGALE

DELLE UNIONI

TRA PERSONE OMOSESSUALI

 

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Considerazioni, decise nella Sessione Ordinaria della Congregazione, approvate dal Sommo Pontefice Giovanni Paolo II che ne ha ordinato la pubblicazione.
Congregazione per la dottrina della Fede
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17 ottobre 2015  incontro presso il teatro Adriano- Roma

Sabato 17 ottobre  a Roma presso il Teatro Adriano (Piazza Cavour 22), dalle ore 9,30 alle 13,00. Tema: Contro il totalitarismo dell'ideologia "Gender"  GENERAZIONE FAMIGLIA  per una ri-costituente antropologica


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17 ottobre - contro il totalitarismo dell'ideologia Gender
17 ottobre -generazione famiglia.pdf
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Articolo da Il Foglio quotidiano del 09.07.2015

Se il sesso non è un criterio, dovrebbe esserlo un numero?

Non c'è due senza tre. In America si discute se legalizzare la poligamia.


Leggi l'articolo di Pero Vietti da il Foglio del 09.07.2015

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Da il Foglio del 09.07.15
Non c'è due senza tre.docx
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Articolo da il Foglio quotidiano del 07.07.2015

Ma perché non lo chiamano matrimonio omosessuale?

La legge sulle unioni civili fa riferimento agli stessi articoli che nel codice civile definiscono la famiglia.


Leggi l'articolo da il Foglio del 07.07.2015

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Da Il Foglio del 07.07.2015
ma perchè non lo chiamano.docx
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Articoli da  Corriere della sera - Il Foglio - Il Fatto quotidiano. 29 giugno 2015 

Renzi vuole la legge sule unioni civili: non verrà meno alla parola data. Nessuno stop dopo il Family day. Su migranti l'idea di conciliare << etica e ragionevolezza>>.


leggi l'Articolo dal Corriere della sera di Maria Teresa Meli


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Dal Corriere della sera del 29 giugno 2015
Renzi vuole la legge sulle unioni civili
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Dal Il Foglio Quotidiano del 29 giugno 2015
Ora la Costituzione protegge il tuo diri
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Da il Fatto Quotidiano articolo di Elisabetta Ambrosi
Dopo le poemiche sul family day.pdf
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Articoli da Avvenire del 21.06.15 - Manifestazione a S. Giovanni 20 giugno 2015

. « Difendiamo i nostri figli. Stop gender nelle scuole», recita il grande striscione sul palco. «Con questo evento-spiega Gandolfini-chiediamo che si tuteli e si rispetti la famiglia fondata sul matrimonio e si ribadisca il ruolo centrale dei genitori».


Leggi qui sotto gli articoli di A. Picarello e V. R.Spagnolo pubblicati su Avvenire domenica 21 giugno 2015

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Da Avvenire del 21.06.15 - Manifestazione organizzata a S. Giovanni il 20.06.2015
La famiglia fa il pieno in piazza.doc
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Unioni civili : no a legge impresentabile

UNIONI CIVILI. “UNA LEGGE IMPRESENTABILE”: 58 INTELLETTUALI SCRIVONO AL PARLAMENTO. UN COMITATO DI PARLAMENTARI RISPONDE

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UNIONI CIVILI.docx
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Articolo da "Il foglio " del 12.06.2015

Salvare la chiesa dal pensiero unico. " Pressioni per minare la famiglia ma qui c'è ancore voglia di mobilitarsi.


Leggi l'articolo di M. Matzuzzi

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Parla il Cardinale Ruini - Salvare la chiesa dal pensiero unico
Da il Foglio del 12.06.15 Salvare la Chi
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Articolo dal Foglio di giovedì 11 giugno 2015

L'Irlanda celebrata come patria del progresso. A che prezzo? Confessioni di un padre cattolico nell'èra  dell'individuo che gioca a fare Dio. Le raccomandazioni di Strasburgo sulle nozze gay, prodromi di una rinuncia alla battaglia per la famiglia. La notizia è che il parlamento Europeo di Strasburgo spinge a larga maggioranza in direzione delle cosiddette nozze gay. Leggi qui sotto l'articolo di Francesco Agnoli pubblicato sul quotidiano il Foglio il 11.06.15 .

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Dal Foglio del 11.06.2015. Le confessioni di un padre cattolico nell'era dell'individuo che gioca a fare Dio
Confessioni di un padre cattolico nell.p
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Stop gender nelle scuole

L'ideologia gender sta entrando in tutti gli ambienti specialmente nella scuola.



Leggi le lettere e le locandine qui sotto

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Manifestazione del 20 giugno
ALLEGATO N. 1 MANIFESTAZIONE DEL 20 GIUG
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Lettera a Kiko - Aiuto! Aiuto!
ALLEGATO N. 2 Aiutoaiuto_.pdf
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ALLEGATO N. 3 locandina n.1.pdf
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ALLEGATO N. 4 locandina n.2.pdf
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ALLEGATO N. 5 locandina n. 3.pdf
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Lettera di don Adriano
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Vademecum sul gender

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Vademecum utile a spiegare in breve ai non esperti, che cos'è il gender.
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Da Osservatore Romano del 16 aprile 2015

" L'uomo e la donna devono parlarsi di più, ascoltarsi di più, conoscersi di più, volersi bene di più", perchè "il legame matrimoniale e familiare è una cosa seria, e  lo è per tutti, non solo per i credenti". E' quanto ha raccomandato papa Francesco all'udienza generale di mercoledì mattina, 15 aprile. Proseguendo con i fedeli presenti in piazza S. Pietro le riflessioni sul tema della famiglia, il Pontefice ha anche esortato a "fare molto di più in favore" delle donne.

leggi qui sotto il pdf

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All'udienza generale papa francesco parla della complementarietà tra uomo e donna - Creatività e audacia
Creatività e audacia.docx
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Da Osservatore Romano del 28 marzo 2015

Sessione plenaria della Pontificia commissione biblica

 

Alcune tematiche di antropologia biblica saranno al centro della sessione plenaria annuale della Pontificia commissione biblica, guidata dal presidente, il cardinale Gerhard Ludwig Muller, che

si terra dal 13 al 17 aprile in Vaticano presso la Domus Sanctae Marthae. I lavori saranno diretti dal segretario generale, il gesuita Pietro Bovati. Dopo aver affrontato il tema dell’ispirazione e della

verità biblica e pubblicato nel 2014 il documento Ispirazione e verità della Bibbia. La parola che viene da Dio e parla di Dio per salvare il mondo, la commissione affronterà un nuovo e delicato problema concernente appunto alcune tematiche di antropologia biblica. Scopo della riflessione

sarà di offrire un contributo positivo su un argomento che riguarda non solo la fede e l’identità dei credenti, ma l’uomo come tale che, nella mentalita odierna, e tentato di respingere ogni legge morale in nome di una falsa concezione di libertà e verità.

Articolo da Avvenire del 26 marzo 2015

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Art. di Michela Conficconi Bologna, "questo Pd è omofobo". L'arcigay attacca i consiglieri critici sulle blasfemie del "Cassero"
Bologna , questo Pd è omofobo..pdf
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Articolo da Osserv. Romano di mercoledì 18 marzo 2015

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Art. di Lucetta Scaraffia da Oss. Rom. del 18.03.2015 Come i peggiori bulli
Violenza e identità femminile.pdf
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 Domenica 8 marzo 2015 conferenza presso la parrocchia dei santi Pietro e Paolo all'Olgiata

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8 marzo 2015 - Incontro organizzato dalla Consulta Diocesana dei Laici sul tema " Le buone ragioni per difendere la famiglia
La grande bugia.pdf
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Articoli da il Giornale di martedì 17 marzo 2015

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Art. da il Giornale di Manila Alfano - Una "fatwa" vip contro D&G. Ma l'attacco è interessato
Una fatwa vip contro D e G ma l'attacco
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Art. da il Giornale di Luigi Mascheroni - Diciamo "Je suis Dolce & Gabbana" contro il politicamente corretto
Diciamo Jesuis Dolce e Gabbana contro il
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Articoli da Libero di martedì 17 marzo 2015

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Art. da Libero di Mario Giordano - L'inquisizione gay scomunica Dolce e Gabbana
L'inquisizione gay scomunica.pdf
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Art. Da Libero di Claudia Casiraghi - Ormai sono "Volta e Gabbana" ma non han cambiato idea
Ormai sono volta e gabbana ma non han ca
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Articolo da "il Giornale" di sabato 14 marzo 2015

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Art. da il Giornale di Riccardo Pelliccetti - Follie didattiche, il delirio del "gender" - Il gioco dei bimbi travestiti
Il gioco dei bimbi travestiti.pdf
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Gender nelle scuole di Roma

Ecco, come la scuola, anche a Roma corre per seminare l'ideologia gender nei bambini, insegnanti e genitori!

Genitori, aprite gli occhi e gli orecchi ed esercitate la vostra responsabilità e libertà di scelta dell'educazione da dare ai vostri figli!


Per ingrandire e leggere la locandina  clicca sull'immagine

Gender che cos'è? Un'ideologia devastante

PROVITA mensile N° 27

 

A scuola di gender

 

di Antonio Brandi

 

Ancora non tutti conoscono l'ide-ologia gender. Anzi, sul web girano voci politicamente molto corrette che dicono che è tutta un'invenzio-ne degli omofobi, oscurantisti, retro-gradi che vedono il male dappertut-to. "Omnia munda mundis" diceva Fra Cristoforo. Ma a guardare i libri che mettono nelle mani dei bambi-ni all'asilo, ci sembra che gli auto-ri e i divulgatori degli stessi siano "puri"... bugiardi: non si può dire a un bambino che due mamme o due papà "lo hanno messo al mondo, sono i suoi genitori". Non è vero. Uno solo lo ha messo al mondo, forse. L'altro è solo un amico (o un'a-mica). E' peggio che cercare di nascondere a una persona il fatto che è stata adottata (una reticenza che potrebbe avere conseguenze psicologiche devastanti). Dicevano gli antichi, non a caso: adoptio naturam imitatur.

A proposito di gender e di psicologi, ab-biamo l'onore di ospitare in queste pagine due autorevoli psichiatri: Tonino Cantelmi, psicoterapeuta, e Massimo Gandolfini, neu-rochirurgo. Quando avrete letto i loro con-tributi, saprete perché questa ideologia gender, è assolutamente priva di basi scienti-fiche, e capirete perché i veri "omofobi" sono proprio coloro che vogliono negare la natura e l'evidenza, a totale detrimento della salute psicofisica degli stessi omosessuali (leggete a pag.25). Ed essendo pura menzogna l'i-deologia gender contraddice se stessa: tutti possiamo cambiare "genere" ogni giorno, ma non gli omosessuali! Loro "nascono e muoiono" tali, non hanno diritto di cambia-re? Leggete a pag. 19.

Voi, cari lettori, però, avete gli occhi aper-ti e non vi lasciate imbambolare da queste sirene. Voi, che certamente seguite il nostro portale www.notizieprovita.it, siete costante-mente aggiornati sui progetti e le insinuazio-ni subdole di questa ideologia nell'opinione pubblica e soprattutto nelle scuole dei nostri bambini: dietro alla prevenzione del bulli-smo, del razzismo e delle discriminazioni si infilano molto spesso vere e proprie lezioni di "omosessualismo". Le lezioni di educazione sessuale e all'affettività sono lezioni di "con-fusione" dei ruoli assegnati dalla natura, o lezioni di sessualizzazione precoce dei bam-bini. Voi sapete del progetto di legge Fedeli: intende stanziare 200 milioni per "educare alle differenze, educare alla non discrimina-zione, educare al superamento degli stereoti-pi..." in tutte le scuole di ogni ordine e grado; sapete che il MIUR ha già emanato un avviso

che stanzia allo stesso scopo 425 mila curo: bisogna vigilare. Scrivere ai Presidi lettere in cui si pretende il consenso informato su certe iniziative, controllare CHI tiene questi corsi: chissà perché la prerogativa di inse-gnare l'accoglienza, il rispetto e tutti i valori in cui fermamente crediamo, debba essere di "esperti" militanti in associazioni LGBT. E dei corsi di "educazione sessuale e all'affet-tività" bisogna controllare i programmi: che non siano adeguati ai famigerati standard dell'OMS recepiti dai libercoli dell'UNAR che a suo tempo siamo riusciti a bloccare.

Sapete che la società civile si mobilita contro questa marea di oscenità. Andando in stampa abbiamo avviato,una raccolta di firme per una petizione alle più alte cariche dello Stato tesa a promuovere progetti educativi, sani e alternativi a tutto questo: in pochissimi giorni abbiamo raccolto quasi 20.000 firme, nonostante i numerosi e continui attacchi de-gli hacker che qualche volta (raramente) rie-scono a oscurare il sito (per poche ore). Non ci fanno paura, perché la Verità vince e chi scherza col fuoco prima o poi si brucia: come scrive Clowes a pag.29: "Dio perdona sem-pre, gli uomini qualche volta, la natura mai".

                                                    Antonio Brandi


PROVITA mensile N° 27

 

GENDER A SCUOLA: A BOLZANO E’ GIA’ REALTA’

 

Con i denari pubblici si vuole introdurre nelle scuole l’indottrinamento all’ideologia gender. Il disegno di legge Fedeli stanzia in proposito più di 200 milioni di euro.

Ma Bolzano precorre i tempi.

 

di Giuliano Guzzo

II disegno di legge finalizzato ad introdurre nelle scuole l'educazione di genere, a firma di Valeria Fedeli (Pd), Vicepresidente del Senato, al momen-to di andare in stampa, non è fortuna-tamente ancora stato approvato ep-pure nel Paese vi sono già moltissimi esempi di come, in nome della lotta alle disuguaglianze, la teoria gender stia penetrando in ambito scolastico. Un caso clamoroso è indubbiamente quello di Bolzano, dove i promotori di questa teoria — che si sostanzia nella negazione di una differenza fra ma-schile e femminile che non sia mera-mente genitale - hanno trovato signifi-cative alleanze istituzionali.

Fortunatamente, come nel resto d'Italia, a Bolzano non c'è alcun "al-larme omofobia". Ciò nonostante nel dicembre 2012 il Comune ha pensato di sottoscrivere un protocollo d'inte-sa con l'Associazione "Centaurus", circolo affiliato Arcigay, per «la pro-mozione di una maggiore consape-volezza sui temi dei diritti civili e del superamento del pregiudizio legato all'orientamento sessuale e all'identità di genere sul territorio della città».

Quale sarebbe precisamente il pregiudizio legato «all'identità di genere»? Non è dato saperlo. Quel che è chiaro è che dall'attuazione del citato protocollo è guarda caso sca-turito un progetto "peer education", da attuarsi guarda caso nelle scuole.

Per realizzarlo - come la stessa asso-ciazione "Centaurus" spiega sul pro-prio portale web - si cercano «volon-tar* dell'età compresa trai 16 e i 20 anni, che abbiano voglia di informare e sensibilizzare giovani e adolescen-ti sui temi dell'omosessualità e della transessualità». Unico vero requisito richiesto ai «volontar*» è la voglia di cabbattere pregiudizi e discriminazio-ni legati all'orientamento e allidentità sessua/e». La competenza sembra difatti essere un problema seconda-rio, del tutto superabile «in 2 week-end» grazie al supporto di non meglio precisati «esperti» sulle tematiche LGBTQI. Cosi, mentre a Bolzano que-sto progetto "peer education", come precisa Centaurus, «per la maggior parte finanziato dalla mano pubblica» sta pian piano diffondendosi — si ha notizia di un primo incontro tenutosi al Ginnasio di Scienze Sociali - pare legittimo porsi qualche domanda.

Per esempio, quali e quante sa-rebbero le «discriminazioni di ado-lescentiLGBTIQ sotto forma di ag-gressioni verbali ed esclusione» cui fa riferimento l'associazione con la quale l'Amministrazione bolzanina collabora? Non è dato saperlo. Cosi come non è dato sapere esattamente - dicevamo prima - in che cosa con-sista il pregiudizio legato all’identità di genere» da contrastare. Perché se s'intendesse davvero promuovere il rispetto reciproco senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religio-ne, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali» forse vi sarebbero personalità più titolate degli «esperti» di qualche associazione e dei suoi «vo-lontar*», forti di una preparazione mes-sa a punto «in 2 week-end» appena.

Il fatto che invece da un lato si allu-da senza specificare a pregiudizi e di-scriminazioni senza però mai scende-re nel concreto, e dall'altro si affidi la rimozione di essi a «volontar*» formati in pochissime ore, qualche dubbio dovrebbe porlo. Se poi si pensa che anche il disegno di legge con cui si vorrebbe introdurre ufficialmente nelle scuole la teoria gender allude, senza mai definirle né quantificarle, «al problema delle discriminazioni contro ogni diversità, in particolare quella di genere», non si può fare a meno di pensare che dietro a ciascuna di que-ste iniziative vi sia un solo, e purtrop-po distruttivo, disegno antropologico.

 

Il Comune ha sottoscritto un protocollo d’intesa con l'Associazione "Centaurus", affiliata all'Arcigay, per il «superamento del pregiudizio legato all'orientamento sessuale e all'identità di genere sul territorio della città».




Da Libero del 10 marzo 2015

Immigrati in cattedra e lezioni porno all’asilo

 

E in Friuli un progetto finanziato dalla Regione incoraggia i bimbi a «superare gli stereotipi di genere» toccando i genitali dei compagni

 

Progetto della Serracchiani: ora di pornografia all’asilo

di Giordano Tedoldi

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Bimbi triestini in età prescolare invitati a toccarsi le parti intime perché la Regione Friuli promuove nuovi concetti di sessualità

Lo Stato, e dunque l’istruzione pubblica, dovrebbe astenersi da molte cose, in particolare dal «riorganizzare» i pensieri dei bambini che vanno all’asilo. Ma come raccontava ieri Laura Tonero su Piccolo di Trieste, lavare i cervelli dei bambini, facendone degli adulti progressisti in miniatura, è un suo vizietto. Sentite qua: «Il Gioco del rispetto - Pari e dispari mira a verificare le conoscenze e le credenze di bambini e bambine su cosa significa essere maschi o femmine, a rilevare la presenza di stereotipi di genere e ad attuare un primo intervento che permetta loro di esplicitare e riorganizzare i loro pensieri, offrendo ai bambini anche un punto di vista alternativo rispetto a quello tradizionale».

Questo involuto saggio di imbecillità pedagogica lo si deve a un’iniziativa - mai che se ne stiano quieti a far giocare in modo intelligente i bambini e basta - del Comune di Trieste, che ha recepito una «sperimentazione» cofinanziata dalla Regione Friuli presieduta da Debora Serracchiani. Vittime della sperimentazione che deve scalzare il «punto di vista tradizionale» (e quale sarebbe?): 45 asili di Trieste, nei quali è stato distribuito il kit del Gioco del rispetto col suo relativo manuale, dal quale abbiamo tratta la cretinata sopracitata. Cretinata che non si limita al «primo intervento per riorganizzare i pensieri», ma espone le attività che devono scongiurare "gli stereotipi di genere". Poiché l'obiettivo è inculcare che le sensazioni e percezioni dei bambini e delle bambine sono uguali (ma sì, creiamo l'automa, il bambino unisex astratto: che percepisce una e una sola sensazione per ciascuno stimolo), anzi per «rinforzare questa sensazione» avverte il manuale - non sia mai che qualche bimbo o bimba percepisca diversamente - «i bambini/e possono esplorare i corpi dei loro compagni, ascoltare il battito del cuore a vicenda o il respiro». E più avanti: «Ovviamente i bambini possono riconoscere che ci sono differenze fisiche che li caratterizzano, in particolare nell’area genitale».

Ora: immaginatevi una classe d’asilo, con i bambini che si auscultano, si esplorano, riconoscono le differenze genitali, così, spontaneamente, liberamente per imposizione didattica, con la maestra o il maestro che li guarda dall’alto della cattedra o sorveglia il «gioco» sfilando tra i banchi, partecipando anche lui inevitabilmente all’esplorazione, e rispondete: questo è un gioco o una fantasia malata? La psicologa e l’insegnante che hanno approntato il «kit ludico-didattico» del Gioco del rispetto, ritengono che la visita corporale convincerà i bambini che le difformità puramente fisiche (idealisticamente ridotte a scarto, a «punto di vista tradizionale») non creano disuguaglianze di genere perché, previa la riorganizzazione del pensiero precedente, emozioni sensazioni e percezioni sono uguali.

Infine per condizionare i più riottosi, ecco l’esperimento comportamentale, la rieducazione spacciata per gioco del Se fossi: bambini e bambine vengono invitati a travestirsi con abiti «diversi dal loro genere di appartenenza» (ma non eravamo tutti uguali, organi riproduttivi a parte? Gli abiti non sono solo stereotipi di genere?) e «giocare così abbigliati». Il travestitismo, che è una cosa seria e ha radici psichiche profonde e complesse, spacciato ai bambini dell’asilo come un gioco qualunque. Molti genitori delle scuole dell’infanzia coinvolte dal progetto si sono ribellati. Sandra Savino, coordinatore regionale di Forza Italia, ha annunciato un’interrogazione parlamentare. A noi preme solo che tutti i responsabili di questa «sperimentazione», dal governatore Serracchiani in giù, si ritirino a vita privata il più presto possibile. 


CONTRIBUTI DON ADRIANO

Caro Roberto,

ti mando alcuni contributi che possono essere utili per l’articolo che stai facendo. Sono:

A.    Da cui potrai attingere come è nata l’iniziativa (cfr. verbale consulta):

“Buona parte del tempo viene impiegato nell’ascoltare e discernere su alcune iniziative presentate da alcuni delegati circa le buone ragioni per difendere la famiglia e soprattutto ad aiutare i genitori nel loro diritto di scegliere liberamente il progetto educativo e il genere di istruzione da dare ai propri figli in un tempo complesso e difficile, dove tutto sembra remare contro, mentre avanza in maniera straripante attraverso tutti i mezzi, scuola compresa, la pericolosa ideologia del Gender con nuove sconvolgenti proposte in materia di sessualità ed affettività nonché, presentazione di nuovi modelli di famiglia che vengono a scardinare la visione cristiana della vita e della stessa natura. È evidente da parte di tutti i delegati interesse e volontà di promuovere urgentemente iniziative nella diocesi atte a far conoscere e informare i genitori, educatori, insegnanti il pensiero del magistero della Chiesa nel merito. Vengono fatte conoscere, da alcuni delegati, iniziative già avviate: nella parrocchia di S. Rita a Casalotti, nella parrocchia di S. Marco e S. Pio X a Pantan Monastero, nella parrocchia dell’Assunzione a Fregene, nell’ambito degli insegnanti di religione presso la facoltà dell’Auxilium e altre ancora. Si tratta di iniziative realizzate con l’apporto e il sostegno di comitati e organismi sorti per lo più in tempi recenti, soprattutto a Roma, per monitorare, approfondire e dialogare con il mondo della scuola, della società civile e delle istituzioni e per riaffermare, come recita l’art. 26 della dichiarazione dei diritti universali dell’uomo, il diritto di priorità dei genitori nella scelta del genere di istruzione da impartire ai propri figli. Vengono fatti conoscere quei comitati o associazioni che operano anche in diocesi come Comitato Articolo 26 – Associazione Pro Vita – Mo-Ge, movimento genitori sorto per monitorare l’educazione che viene impartita nelle scuole – AGE: Associazione Italiana Genitori – Associazione Giuristi per la Vita – e altri ancora.

Il delegato episcopale Don Adriano informa che già da tempo, sollecitato da alcuni membri della Consulta, ha avviato l’iniziativa di promuovere un incontro che affronti le problematiche dibattute, attraverso la collaborazione del Comitato Articolo 26 con la partecipazione di Don Angelo Pedretti e del dott. Federico Iadicicco nel territorio della Vicaria La Storta-Castelnuovo di Porto, indicando la data della prossima domenica 8 marzo presso la parrocchia SS: Pietro e Paolo all’Olgiata dalle ore 16,00 alle 18,30, Riferisce pure l’approvazione del Vescovo e dei parroci della vicaria.

La Consulta, all’unanimità, approva l’iniziativa, confermando il proprio patrocinio con l’impegno a sensibilizzare e promuovere una vasta partecipazione di genitori, educatori, insegnanti.”

B.    Alcuni passaggi del convegno presso l’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum. Quelli evidenziati ricalcano la relazione di Don Pierangelo Pedretti: 

“La proposta è dunque quella di fare rete tra associazioni, genitori, insegnanti ed educatori su questi temi. In che modo? Creando «un luogo per incontrarci, confrontarci, condividere esperienze, storie, problemi, buone prassi», come quello offerto dal Forum delle associazioni familiari con "Il filo e la rete", una newsletter con questi scopi, a cui ciascuno più iscriversi. «La teoria di genere è una costruzione artificiale, senza nessuna base scientifica o biologica, che ridurrebbe l’uomo ad una sorta di essere vivente asessuato, in grado di scegliere a quale "genere" appartenere». Dati scientifici alla mano, il neurochirurgo Massimo

Gandolfini, vicepresidente nazionale di Scienza & Vita, ha aperto il seminario spiegando che «l’appartenenza sessuata di ciascun essere umano è un dato biologico indiscutibile, le cui fondamenta stanno nel nostro patrimonio genetico». Citando Orwell, Gandolfini ha affermato che «dire la verità è un atto di coraggio. E noi dobbiamo avere questo coraggio», anche perché

«lo scopo dell’ideologia del gender è la destrutturazione dell’uomo» che si ottiene sul piano delle istituzioni politiche con la distruzione della famiglia. «Cancellare la differenza dei profili maschili e femminili significa certo rimuovere possibili cause di discriminazione ma soprattutto vuol dire negare il profilo strutturalmente relazionale dell’essere umano – ha sottolineato Giuseppe Mari, ordinario di pedagogia generale all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano –. Per esserci relazione, ci dev’essere alterità. Per questo è necessario restituire diversità mentre c’è chi

per essere politically correct insiste sull’indifferenza tra maschi e femmine. Il significato naturale, cioè originario, dell’essere maschio o femmina porta come conseguenza la differenza fatta per l’incontro. Uomo e donna sono diversi come identità ma sono identici come dignità» ha proseguito

Mari, per il quale «la scuola, confrontandosi con la sfida dell’educazione all’affettività, è chiamata a proporre contenuti di insegnamento su cui c’è ampia convergenza della comunità che la riconosce

come istituzione», mantenendo però un ruolo sussidiario verso «i genitori, titolari del diritto/dovere dell’educazione dei figli. Riguardo all’affettività – ha concluso Mari – la scuola non ha titolo per

sostituire i genitori».”

C.    Contributi a riguardo la petizione sull’educazione (cfr. all. C).

D.    Importante: sintesi di ciò che viene fatto presso la parrocchia di S. Rita a Casalotti da alcune famiglie. (cfr. all. D)

 

Referenti esperti che possono aiutarci per altre iniziative:

1.     Don Pierangelo Pedretti (pierangelopedretti@gmail.com)

2.     Dott. Federico Iadicicco (3382621682 – 0645675950 presidenza@anpit.it)

3.     Francesca Romana Poleggi pres. PRO VITA (Fregene) 3395419121 www.notizieprovita.it

4.     Anna Sonni Marione (Casalotti S. Rita) 3207488626 (famigliasonni@tiscali.it)

Don Adriano


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INIZIATIVA PARROCI

Carissima Anna,

ti prego di non sommergermi di materiale perché non ho tempo neanche di respirare … faccio per dire. Ti ringrazio per la tua generosa disponibilità. Coraggio e accogli quanto ti chiedo come una missione: hai grinta, passione, competenza e fede!

Ho parlato con Francesca Romana Poleggi che, alla mia richiesta di collaborazione, si è mostrata disponibilissima a mettere a disposizione materiale e ad adoperarsi in prima persona ad informare. Quindi? Partiamo con umiltà.

Ritengo insufficienti le note scritte per i sacerdoti. A proposito: sarebbe necessario promuovere un incontro con tutti i parroci. Don Roberto sta tentando di proporlo al Vescovo. In attesa di questo si potrebbe inviare a tutti i parroci, via e-mail, quanto è stato detto nella nostra conferenza di domenica scorsa. Puoi fare una lettera che poi mi sottoporrai per la firma? Una scaletta:

1.        Riferimento alla Consulta Laici dove è maturata la decisione.

2.        Breve, brevissima presentazione della questione.

3.        Svolgimento della conferenza … Relatori – assemblea numerosa e intervenuta. Contenuti e proposte.

4.        Eventuali proposte da fare ai parroci: chiare  e distinte.

5.        Offerta di collaborazione nel promuovere iniziative, dando il nome con recapito telefonico e/ e-mail delle persone da contattare:

- Don Pierangelo Pedretti (pierangelopedretti@gmail.com)

- Dott. Federico Iadicicco (3382621682 – 0645675950 presidenza@anpit.it)

- Francesca Romana Poleggi pres. PRO VITA (Fregene) 3395419121 www.notizieprovita.it

- Anna Sonni Marione (Casalotti S. Rita) 3207488626 (famigliasonni@tiscali.it).

Ti ringrazio, scrivi e ti leggerò.

Grazie e a Sabato prossimo

Don Adriano