Concerto di Natale in favore del CUAMM

Lunedi 19 dicembre 2016 in Cattedrale alle ore 20,30 è stato presentato un concerto in favore del CUAMM (medici con l'africa) con la partecipazione del Coro della Cattedrale, direttori Stefano Scartocci / Benito Antonio Pirocci. Si è esibita la cantante Moira De santi accompagnata al pianoforte dal maestro Scartocci.

Il repertorio ha avuto oltre ai canti tradizionali del Natale (Adeste fideles , White Christmas, Tu scendi dalle stelle, Silent Night), anche canzoni jazz, blues, spiritual, e swing internazionali accomunate tutte dallo spirito di pace e di amore del Santo Natale.

Lo scopo del concerto, gratuito, è stato quello di raccogliere fondi a favore del CUAMM (medici con l'Africa).

È stato un momento di musica per riunirci tutti insieme, per scambiarci gli auguri, senza dimenticare un gesto di Carità a favore delle popolazioni e delle persone in difficoltà in Africa

Al termine del concerto don Lulash ha ringraziato la cantante Moira , il maestro Stefano e il Coro della Cattedrale per aver allietato la serata con stupenda musica, e ha auspicato che iniziative di questo genere vengano organizzate più spesso nella nostra parrocchia, perché servono a dare un aiuto concreto a quelle popolazioni soprattutto africane, che soffrono a causa della povertà in cui vivono.

                                                                                                           Roberto Franco


Concerto di Natale 2016 - oratorio e catechismo

Anche quest’anno come da tradizione , sabato 17 dicembre è stato organizzato in Cattedrale un piccolo concerto con canti natalizi e una rappresentazione della nascita di Gesù, che ha coinvolto tutti i bambini e ragazzi dell’oratorio, del catechismo e le loro famiglie. Grazie all’impegno di don Lulash, delle catechiste e degli animatori dell’oratorio tutto si è svolto secondo il programma. In Cattedrale c’è stata una numerosa partecipazione dei genitori, ragazzi e amici. L’evento è terminato con un agape fraterna e uno scambio di auguri.

                                                                                                            Roberto Franco


Festa di Natale della comunità Srilankese -2014 

E’ stata una grande e partecipata festa natalizia che la comunità dello Srilanka della Diocesi Porto Santa Rufina, ha fatto il 26 dicembre 2014 nel teatro della parrocchia della Giustiniana, tra canti, recite e balli, alla presenza del Coordinatore Nazionale monsignor Nevill, del nuovo Cappellano don Thusitha, di don Nicola, del direttore diacono Enzo, del parroco della Cattedrale monsignor Adriano, delle suore del Sacro Cuore con la madre Generale e delle numerose famiglie Srilankesi di Roma che sono venute a festeggiare il Natale con la nostra Comunità.

Auguri per un nuovo anno pieno di Gioia, di pace e di felicità.


AVVENTO  -  NATALE 2014

La nostra umana attesa e l’Avvento

LA FRAGILITÀ CHE SFAMA

UN DIO FRAGILE COME UN PANE CHE SI SPEZZA

«Così mi ha detto il Signore: 'Va’, metti una sentinella che annunci quanto vede. Osservi con grande attenzione'. La vedetta ha gridato: 'Al posto di osservazione, Signore, io sto sempre lungo il giorno, e nel mio osservatorio sto in piedi, tutte le notti'... 'Sentinella, quanto resta della notte? Sentinella, quanto resta della notte?'. La sentinella risponde: 'Viene il mattino, poi anche la notte; se volete domandare, domandate, convertitevi, venite!'».

Così nel capitolo 21 Isaia racconta la drammatica caduta di Babilonia, città infernale causa di un popolo trebbiato e frantumato come grano. Torna la luce, la notte della prigionia è finita. La farina di un popolo spezzato può diventare pane.

«Paesaggio con covoni e luna che sorge» è il titolo del quadro che chiude la mostra di Van Gogh a Milano. Un quadro che l’artista dipinse osservando quel paesaggio dalla finestra dell’ospedale in cui era ricoverato per gli attacchi epilettici, che frantumarono la sua psiche, ma non il suo spirito che guidava la mano. Il grano come un mare si raccoglie e addensa a ondate nei covoni, e la luna, di un giallo che la fa sembrare sole, emerge dalle colline galleggiando in un cielo di stelle biancheggianti. Una notte che rivela un giorno. La luna che rivela un sole, e rima, in terra, con il grano. Una notte di luce solare. Una notte di frumento.

L’artista, occhi di sentinella, a guardar attentamente scorge proprio il paradosso della sua notte oscura: la luna tradisce la luce che la illumina di riflesso diventando la fonte stessa: il sole. Il sole che la cultura romana celebrava proprio a fine dicembre, quando la luce tornava a prevalere sulle tenebre. Ma il sole questa volta non è un irraggiungibile e immaginario Apollo che vince sul dio della Notte, ma è il bambino-Dio in carne e ossa che nel notturno lunare sorge come Sole silenzioso, di rimbalzo su una più umana e silenziosa luna. Nessuno si accorge che la notte cosmica è finita, se non qualche pastore e qualche vero conoscitore di stelle, comete e pianeti, venuto da lontano. Bisogna avere occhi-sentinella per scorgere ciò che sta per accadere. La luna lo segnala con il suo color giallo-grano. Il Sole che sorge velato, senza abbagliare, infatti ha non solo il colore ma anche la consistenza del grano. È morbido e fragile come un bambino in fasce. La sua fragilità però non è debolezza, ma la forza irriconoscibile per qualsiasi immaginazione di uomo che ipotizza il divino. Il popolo in cui nasce è dominato da potenti nella cui cultura 'fragile' viene da 'frangere', spezzare, e 'fragile' è 'ciò che si spezza'. Per questo il Sole notturno ha lo stesso colore del grano e la sua fragilità, perché, ora che Dio ha la consistenza degli uomini-farina, può essere avvicinato, toccato, preso, strattonato, carezzato, spezzato, proprio come si fa con il pane. Un pane fragile perché frangibile, la cui fragilità è la sua forza: è fragile all’infinito, perché è l’infinito reso frangibile. Può raggiungere tutti coloro che si volgeranno al richiamo della sentinella che ha scorto che il dolore tramonta, le tenebre cessano, la festa comincia. Nel silenzio della notte illuminata quasi a giorno dalla luna, il bambino Dio cresce nel grembo della madre-lievito per essere dato alla storia che non lo riconoscerà proprio per quella inimmaginabile fragilità di pane che si spezza, di Dio troppo uomo per essere vero.

Un Dio troppo buono per essere mangiato (quando lo dirà in molti lo abbandoneranno, ieri come oggi), il Dio fragile, il Dio pane che sarà incollato a ciascuno, come solo il cibo può essere, tutti i santi giorni fino alla fine del mondo, proprio quando ci sentiremo più fragili, proprio quando saremo noi quelli spezzati, senza possibilità di ricucirci da soli. Solo lui spezzandosi unisce, essendo fragile rinforza e nutre. Noi non possiamo, come scriveva biblicamente Van Gogh, occhi-sentinella, al fratello: «Cos’altro si può fare, pensando a tutte le cose la cui ragione non si comprende, se non perdere lo sguardo sui campi di grano. La loro storia è la nostra, perché noi, che viviamo di pane, non siamo forse grano in larga parte? Se non altro, dobbiamo o no sottostare a crescere, senza poterci muovere, come una pianta, ignorando ciò che la nostra immaginazione a volte desidera, ed essere falciati quando maturi? Per quanto mi riguarda mi ci abituerò ad essere spezzato». Il pittore decretò la sua fine dipingendo un campo di grano, non c’era più la luna-sole a segnare la ri-creazione di tutto il Paesaggio di Dio, ma solo un cielo tenebra da cui uscivano corvi di disperazione. Si spezzò. I corvi divorano il grano, se si oscura il Sole che sorge in forma di Pane, l’unico che può spezzarsi senza morirne. Noi uomini fragili, fatti per l’Onnipotente fragilità, senza rimaniamo irrimediabilmente disgregati. L’Avvento ci rende sentinelle in attesa di sfamare la nostra e altrui fragilità dell’unica fragilità che sfama e unisce. Possiamo permetterci il lusso di essere ogni giorno fragili, spezzati, stanchi, se veniamo ogni giorno panificati nel Natale eucaristico.

Da l’Avvenire del 30 novembre 2014


Natale 2014 - Auguri! Auguri! Auguri

NATALE 2014 : AUGURI, AUGURI, AUGURI.......

 Martedi 16 e mercoledi 17 i bambini della Comunione si sono ritrovati in Cattedrale con genitori e parenti per scambiarsi gli auguri di Natale. Lo hanno fatto con molta semplicità e notevole coinvolgimento sotto gli occhi trepidanti delle catechiste.

 

 

I quattro gruppi del primo anno hanno presentato "La storia della salvezza", un tema trattato nel primo periodo di catechesi. Da Adamo a Gesù i personaggi della storia hanno risposto alle domande di un intervistatore d'eccezione, Don Adriano, che ha animato le interviste come lui sa fare.

Ogni personaggio si è presentato con convinzione : " lo sono Adamo.... Io sono Eva....lo sono Abramo...."

Hanno sfilato Abramo l'uomo della fede, David il gran re, Mosè il liberatore con i 10 comandamenti, I profeti Isaia, Geremia, Michea che annunciarono la venuta del Messia, Giovanni il battista il precursore, e infine Maria, Giuseppe e GESU' circondati dagli angeli in un quadro finale semplice ma di beli'effetto.

Dio si fa uomo per riportare gli uomini a Sé, nasce GESU', che stabilisce in modo definitivo la nuova ed eterna alleanza tra Dio ed ogni uomo..

Dio vuole che anche noi oggi, nel 2014, facciamo parte del suo grande progetto di salvezza, basta ascoltare e seguire Gesù ( c'è il Vangelo ): LUI è la VIA, la VERITA' e la VITA.

I gruppi del secondo anno hanno cantato e letto bei pensieri di pace e d'amore,animando i canti con semplici movimenti coregrafici.

Il canto tradizionale sempre bello da ascoltare, "Tu scendi dalle stelle ",cantato da tutti i presenti con grande entusiasmo e a gran voce,ha concluso la rappresentazione tra gli applausi dei presenti.

Sentiti ringraziamenti alle catechiste che hanno guidato i bambini a comprendere il vero significato del Natale e a tentare di comunicarlo agli adulti con tenerissima semplicità.

Grazie a Don Adriano che all'inizio della rappresentazione ha letto ai genitori un invito speciale da parte di Gesù, alla grande festa che Egli ha preparato per noi che spesso, distratti da cene e regali, lasciamo fuori della nostra porta LUI, il giorno del Suo compleanno! NP

 


Riflessione sul Natale 2014

NOTTE DI NATALE: IL CIELO SCENDE DI NUOVO SULLA TERRA

 

Personaggi:  Arcangelo e tre angioletti

Pastore e tre pastorelli

Stella

Giuseppe

Maria

Ragazzo ebreo di Gerusalemme

Ragazzopalestinese/musulmano

Ragazza cristiana caldea

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1.    Arcangelo (con una lampada accesa):

Su, su! Angioletti miei colleghi, svegliatevi! Non siete ancora pronti? Su, su, preparatevi! È già tardi! Ma non vi siete ricordati che è la notte di Natale? Dobbiamo riportare sulla terra la bella notizia, la gioia del Vangelo, che nasce il Salvatore di tutti gli uomini. Forza! Coraggio!                  

Certo ci vuole coraggio ad andare nuovamente sulla terra. Gli uomini, dopo 2000 anni, non hanno ancora capito. Guarda laggiù: luci, panettoni, musiche, cenoni e Lui, Gesù, non è tra gli invitati; l’hanno lasciato fuori. Dicono che la sua presenza, o semplicemente il solo pronunciarne il nome, può offendere chi non crede in Lui. Ma sono diventati pazzi! Guarda, senza di lui, rubano, rubano ai poveri, si odiano e si combattono, fanno guerre e stragi; altro che strage di innocenti fatta allora da Erode. Quanti bambini uccisi! Anche le madri uccidono i figli e i figli uccidono i padri e i mariti le mogli. Che mondo pazzo! Gira proprio alla rovescia!

Ma, su, su! Non perdiamoci di coraggio! Ritorniamo sulla terra a dire che è Natale, che l’amore vince l’odio, che la speranza non è soffocata dalla disperazione, che la fede non è morta ma che è ancora una lampada accesa che illumina i passi degli uomini. Andiamo! Spiegate le ali e voliamo! Che bello!

(gridando)A Betlemme, vi è nato un Salvatore, Cristo Signore: Gloria a Dio nei cieli e pace agli uomini che Dio ama.

 

2.    Pastore:Ei! Compagni! Svegliatevi! Vi devo dire una cosa bella, incredibile. Mi sentite?Forse è stato un sogno. Ma ho visto un angelo del Signore che mi ha svegliato. Mi ha parlato chiamandomi per nome: “Isac! Ti do una bella notizia. A Betlemme, finalmente, è nato per voi un Salvatore, il Messia che cambierà il vostro cuore. Vi toglierà il cuore di pietra e vi metterà un cuore di carne”, così mi ha detto! Non ci credete? Su alzatevi!

Andiamo fino a Betlemme per vedere questa cosa meravigliosa.

Pensate: abbiamo un Salvatore! Andiamo.

 

3.    La stella: Uffa! Che fatica! Quest’anno c’erano tanti nuvoloni in cielo, tempeste,bombe d’acqua che non volevano che io mi facessi vedere. Mi volevano coprire ad ogni costo. Ma io, furba, sono scesa più in basso, quasi rasoterra ed eccomiqui.

Cari uomini e donne, bambini e bambine sono qui, ancora, per farvi luce e portarvi tutti da Gesù, Lui è la vera luce che guida i vostri passi sui sentieri della pace. Seguitemi e vi porterò da Lui! Uscite, non state chiusi, soli, con i vostri pensieri tristi, non siate pigri e depressi! Uscite dal vostro egoismo. Camminate e seguitemi!

 

4.    Giuseppe: Cara Maria, mia sposa!

Non è stato facile anche per me credere a questa storia. Ero tentato di lasciar perdere. Ma poi … . La fede mi ha aiutato. Ho creduto alle tue parole, Maria! Ora sono felice! Ecco quel Bambino promesso, il Salvatore. L’ho chiamato proprio così, Salvatore, Gesù, Jeschua, Dio salva.

 

5.    Maria:   Caro Giuseppe, mio sposo!

Abbiamo tanto sofferto!Quante difficoltà abbiamo dovuto superare. Le mormorazioni dei parenti; il lungo viaggio da Nazareth a Betlemme; io che non stavo bene e sempre stanca … Poi, trovare una casa o almeno un riparo: niente; finalmente questa grotta-stalla. Meglio che fuori. Siamo poveri, ma non c’importa: c’è Gesù, e questo ci basta! Guarda che bello. È bello come un Dio. È il Figlio di Dio. Ma piange, ha freddo, mangia, fa la cacca, ride come un figlio dell’uomo. È un amore. Gesù, figlio mio, ti voglio bene.

 

6.    Un ragazzo ebreo di Gerusalemme:

Sono un ragazzo di Gerusalemme.

Il nome della mia città è Yerushalayim, che vuol dire “città della pace”.

Ma è da più di 2000 anni che nel mio paese non v’è pace. Il mio popolo                                   è stato disprezzato, umiliato, sterminato: più di 6 milioni uccisi nei campi di sterminio … e quanti bambini!

Perché? Anche oggi nel mio paese c’è odio, dolore e morte. Perché? Oh, Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe se tu squarciassi i cieli, sbirciassi tra le nubi e scendessi tra di noi! Tu sei l’Emmanuele, il Dio con noi. Vieni e donaci la pace.

 

7.    Un ragazzo palestinese:

Sono un ragazzo palestinese.

La mia terra è la Palestina, la terra dei Filistei. La terra di Giuseppe, Maria e Gesù. Da tanti anni siamo senza una patria che porti il nome “Palestina”. Tra di noi ci sono lotte, povertà, attentati. C’è un muro e filo spinato che ci dividono. Oh, Dio Grande e Misericordioso, guarda il sangue sparso da tanti, amici e nemici, che grida dalla terra a te. Guarda il sangue dei tanti bambini uccisi in questi giorni: è una vera strage di innocenti. Oh, Dio Grande e Misericordioso, converti i nostri cuori e volgi i nostri pensieri alla pace e alla riconciliazione.

 

8.    Una ragazzacristiana caldea:

Sono una ragazza dell’antica terra dei Caldei: la terra di Abramo e dei patriarchi. Ora si chiama Iraq. Quante guerre e stragi anche nel mio paese! Non c’è libertà. Siamo un piccolo resto di cristiani costretti a fuggire, a lasciare le nostre case, siamo poveri e affamati. Tanti miei parenti, compreso il mio papà, sono stati uccisi perché rimasti fedeli a Gesù. Ho ancora negli orecchi le urla delle donne violentate e fatte schiave. Il mondo non sente il grido del nostro dolore. Ma tu, Gesù, che hai parlato la nostra lingua - l’aramaico - tu comprendi bene le nostre grida e il nostro pianto. Vieni! Nasci e rinasci ancora. Non stancarti di essere misericordioso. Noi ti preghiamo di essere, almeno tu, il nostro Salvatore.

 

9.    Tutti (ripetiamo insieme tutti):

O Gesù, Salvatore! Emmanuele, Dio con noi! Tu sei venuto per stare sempre con noi! Siamo noi che non ti accogliamo o ti dimentichiamo! Ma tu sei l’amore: guardaci con misericordia e compassione!

Tu stai alla porta del nostro cuore e bussi!

Spalanca tu questa porta ed entra!

Senza di te non c’è pace.

Senza di te non c’è amore.

Senza di te non c’è perdono e riconciliazione.

Senza di te non c’è compassione e speranza.

Senza di te c’è tristezza, paura, noia, dolore e solitudine.

Vieni, Maranathà! Vieni presto, oggi stesso.

È il tuo Natale: fa che sia anche la nostra rinascita!

Amen.

 

-          RIFLESSIONE SUL NATALE 2014!

-          Testo scritto da don Adriano Furgoni

-          Rappresentazione fatta al termine della  messa nella notte di Natale dai bambini e ragazzi del Catechismo/Oratorio, per l’accensione del Presepe allestito sotto il portico della Cattedrale.

                               Buon Natale


25 dicembre 2014 - auguri di buon natale

25 dicembre 2014

IL MIO COMPLEANNO QUEST’ANNO

Un invito speciale per te

Come saprai, ci avviciniamo di nuovo alla festa del mio compleanno. Tutti gli anni si fa festa in mio onore e credo che quest’anno succederà di nuovo.

Per questo ogni giorno la gente fa molti acquisti, ci sono annunci alla radio, in televisione e dappertutto non si parla d’altro che di quanto manca per arrivare a questo giorno…

 E’ piacevole sapere che almeno un giorno all’anno alcune persone pensano un po’ a me.

Come tu sa molti anni fa iniziarono a festeggiare il mio compleanno; all’inizio sembravano comprendere ed essermi grati per quello che avevo fatto per loro, però oggi, in questo giorno, nessuno sa perché si festeggia.

La gente si riunisce e si diverte molto, ma non sa di cosa si tratta…

Ricordo l’anno scorso, al sopraggiungere del giorno del mio compleanno fecero una grande festa in mio onore. C’erano cose deliziose sulla mensa, tutto era decorato e c’erano molti regali, però…. Sai una cosa? Nemmeno mi avevano invitato: io ero l’ospite d’onore ma non decisero di invitarmi…. La festa era per me… E quando giunse il gran giorno… mi lasciarono fuori, mi chiusero la porta…  Io chiedevo di dividere la mensa con loro.. Per la verità non mi sorpresi perché negli ultimi anni tutti mi chiudono la porta. Siccome non ero stato invitato, mi venne in mente di stare senza far rumore, entrai e rimasi in un angolo.

Stavano tutti brindando, c’era qualcuno ubriaco che raccontava qualcosa ridendo; se la stavano passando alla grande, per di più arrivo un… Grosso vecchio, vestito di rosso, con la barba bianca….e gridava… Io! Io! Io!, sembrava che avesse bevuto troppo… si lasciò cadere pesantemente in una seggiola e tutti correvano verso di lui dicendo…Babbo Natale!... come se la festa fosse  in suo onore…. Si fece mezzanotte e tutti cominciarono ad abbracciarsi, io stesi le mie braccia aspettando che qualcuno mi abbracciasse… e… lo sai?... Nessuno mi abbracciò!  All’improvviso tutti iniziarono a scambiarsi i regali; li aprirono ad uno ad uno fino all’ultimo

Mi avvicinai per vedere se per caso ce ne fosse…. qualcuno per me… però non ce n’era neanche uno…

Come ti sentiresti se il giorno del tuo compleanno tutti si scambiassero i regali e a te non regalassero niente? Compresi quindi che in questa festa ero in più! Uscii senza far rumore, chiusi la porta e mi ritirai….

Ogni anno che passa è sempre peggio: la gente si ricordo solo della cena, dei regali e della festa e di me nessuno si ricorda… Ti chiederei che quest’anno a Natale tu mi permettessi di entrare nella tua vita, che riconoscessi che da più di 2000 anni vengo in questo mondo per dare la mia vita per te sulla croce ed in questo modo posso salvarti.

Oggi ti chiedo che tu creda in questo con tutto il cuore…Ti voglio raccontare una cosa …. Ho pensato che siccome molti non mi invitano alla festa che fanno, io voglio fare una mia propria festa, grandiosa come nessuno ha mai immaginato, una festa spettacolare. Tuttavia sto sistemando le ultime cose, sto inviando molti inviti e oggi ho un invito speciale per te!

Ti chiedo solo se vuoi partecipare… ti riserverò un posto e scriverò il tuo nome nella mia gran lista di invitati che hanno fatto per tempo la prenotazione del posto e… quelli che non risponderanno al mio invito dovranno rassegnarsi a rimanere fuori… Preparati, perché quando tutto sarà pronto, nel giorno meno atteso darò la grande festa…

BUON COMPLEANNO GESU’ !   e BUON COMPLEANNO A TUTTI!


Il mio Natale - Riflessione di Nicoletta Pozio coordinatrice catechisti  

IL MIO NATALE

 

Per insegnarvi qualcosa sul Natale non trovo un modo migliore che raccontarvi cosa è per me il Natale. Queste cose che vi dico sono molto preziose per me e ve le do come un regalo di Natale. Spero che saprete apprezzarlo.

 

Io sono cristiana. Per me il Natale è un giorno speciale perché, ricordando la venuta di Gesù nel mondo, ricordo tutte le volte che l’ho incontrato e conosciuto, e ringrazio Dio Padre che me lo ha donato. Gesù è il mio maestro, il mio amico, il mio Salvatore.

Amico, perché nei momenti di solitudine lui è sempre presente, è l’unico che mi ama senza chiedere niente, anche quando non merito di essere amata.

Salvatore, perché, conoscendo i miei peccati più profondi, ha pietà infinita di me e non mi giudica. Mi rassicura e mi promette di curare tutte le mie ferite e di liberarmi dal male.

Maestro, perché guardando lui e ascoltando la sua Parola imparo qual è il senso della vita, cioè amare, donare agli uomini tutto quello che Dio ha dato a me, la mia intelligenza, le mie forze, la mia gioia.

 

La promessa che Dio mi ha fatto quando ho conosciuto Gesù è stata di distruggere a poco a poco tutti i miei peccati man mano che li scopro nel cuore, per portarmi alla felicità.

Ogni volta che scopro un peccato che non avevo visto prima, chiedo a Gesù di cancellarlo e con il suo perdono la mia vita cambia un po’. Sono un passo più vicina al centro del mio cuore, amo u po’ di più.

L’amore è come un gioco di vasi comunicanti: più ricevo amore da Gesù dove ne ho bisogno, più desidero amare gli altri uomini dover vedo che ne hanno bisogno.

Questo gioco di vasi comunicanti si ingrandisce sempre più. La fine di questo cammino, che dura tutta la vita, è quando il cuore diventa puro, senza peccati, come il cuore di Maria che, per la sua purezza, è stata scelta da Dio e non ha conosciuto la morte.

 

Il Figlio di Dio, che è nel profondo del cuore di ognuno di noi, nasce quando diventiamo puri. Questo, è il Natale spirituale. Perciò il Natale è la festa in cui Dio rinnova la promessa di condurmi alla purezza e far nascere il Figlio di Dio dentro il mio cuore.

Natale è la festa dei regali perché Dio dona agli uomini suo Figlio e la promessa di farci come lui. di fronte a questo dono impagabile io rinnovo la mia alleanza con Dio di impegnarmi per tutta la vita a camminare verso il mio cuore per amare sempre più gli uomini.

Gesù ha detto: «Tutto quello che faccio io a voi, fatelo voi pure agli uomini». Di qui nasce il senso profondo dei regali.

I regali sono un segno dell’Alleanza con Dio. Quando faccio dei regali a Natale faccio  nel cuore una promessa: «Mi impegno a farti partecipe di tutti i doni che riceverò da Dio, primo fra tutti il perdono dei peccati». Questa promessa non sarei per niente sicura di mantenerla, se non sapessi che Gesù la mantiene con me. a volte ho dimenticato il significato dei regali e poiché aspettavo qualcosa in cambi sono stata infelice. Così capite che molti uomini a Natale sono più infelici che negli altri giorni, perché non apprezzano i regali che ricevono o ne vogliono sempre di più costosi. Così il Natale diventa un mercato e, intanto, si continua a litigare e a offendersi.

Secondo me, il segreto per vivere un Natale felice è di guardarsi nel cuore, attraversare la strada buia che porta al centro, raccogliendo ogni peccato che troviamo sulla via, e deporli tutti ai piedi di Dio, che li trasforma in luce. Da questo viaggio si ritorna carichi di regali da distribuire a tutte le persone che amiamo.

 

                                                                                        Nicoletta Pozio