Pellegrinaggio a Cascia e a Roccaporena 25.06.2016

Sabato 25 giugno 2016, la comunità parrocchiale ha partecipato al pellegrinaggio al Santuario di S. Rita da Cascia.

Il programma comprendeva: la S. Messa nella Basilica, la visita al monastero agostiniano di S. Rita e la sosta a Roccaporena, luogo di nascita della santa. Dopo una salita sofferta per il caldo soffocante, il gruppo parrocchiale, guidato da don Lulash, ha fatto ingresso alla Basilica di S. Rita già gremita di pellegrini. La facciata della Basilica è rivestita in bianco travertino di Tivoli, ai lati  svettano 2 torri campanarie. Lo stile della Basilica è composito e la struttura è a croce greca, il matroneo, in alto, è riservato alle suore agostiniane. Dopo la S. Messa celebrata da un sacerdote anziano insieme ad altri sacerdoti tra i quali don Lulash, abbiamo sostato in silenzio e in preghiera davanti al sepolcro della santa custodito dietro una cancellata dove è evidente l’influsso dell’arte orientale. Adiacente alla Basilica c’è il Monastero di clausura dove S. Rita passò quasi 40 anni della sua vita in preghiera e in penitenza. Nel chiostro un religioso agostiniano spiegava ai pellegrini la vita della Santa e i vari locali del Monastero. Nel  piccolo chiostro è rigogliosa la pianta della vite in ricordo dell’obbedienza e dell’umiltà di S. Rita che annaffiava la pianta secca, per volere della superiora e, grazie all’obbedienza, questa pianta riprese vita.  Nel chiostro si apre il Coro antico dove le suore si riunivano in preghiera. Salendo le scalette, si accede alle cellette allineate delle suore e all’oratorio del Crocifisso dove la Santa ricevette la stimmate di una spina in fronte, segno mistico della sua partecipazione alla passione di Cristo. Negli ultimi 15 anni di vita, S. Rita portò questo segno. Scendendo si accede alla cella dove la santa visse e morì il 22 maggio 1447. In essa è conservato il sarcofago ligneo dipinto che dal 1457 al 1745 custodì il corpo incorrotto della santa. In una cella vicina si conservano l’anello sponsale e la corona del rosario. Subito fuori c’è il roseto che ricorda il prodigio della rosa sbocciata in pieno inverno, nell’ultimo anno di vita della santa. S. Rita è stata ed è tuttora la santa più amata e venerata dai fedeli. Andare in pellegrinaggio a Cascia significa riscoprire i grandi valori della nostra fede cristiana. Dopo la visita a Cascia, ci siamo avviati verso Roccaporena, luogo di nascita di S. Rita nel 1371. Figlia unica, fu battezzata con il nome di Margherita ma tutti la chiamavano Rita. I genitori di S. Rita, secondo la tradizione, erano i “pacieri di Cristo”. A quei tempi imperversava la lotta di fazione tra i guelfi sostenitori del papa e i ghibellini dell’imperatore. Rita si sposò, per volere dei genitori, a soli 15 anni con Paolo di Fernando, da questo matrimonio nacquero 2 figli maschi forse gemelli. La vita di S. Rita fu sconvolta dall’assassinio del marito, ma Rita perdonò l’uccisore, colui che gli aveva inflitto tanto dolore. I figli però volevano la vendetta, affinché non si macchiassero di un così grave delitto S. Rita invocò Dio che li facesse morire piuttosto che peccare, infatti morirono tutti e due in giovane età. Rimasta sola S. Rita entrò nel Monastero agostiniano di S. Maria Maddalena di Cascia. Qui visse il resto della sua vita e qui morì all’età di 76 anni. Dopo la sua morte il culto fu immediato e si diffuse ovunque. Nel ridente paesaggio umbro, abbiamo sostato in una stanza grande e fresca per mangiare tutti insieme in un agape fraterna. Dopo ci siamo incamminati verso la chiesetta in pietra, in cima ad una collina da dove si può godere un paesaggio stupendo e verdeggiante. Un gruppetto di “coraggiosi” insieme a don Lulash si è avventurato nella scalata mentre gli altri, seduti all’ombra, sostavano in piacevoli conversazioni . Ogni rampa di scale era intervallata da una stazione della Via Crucis. Don Lulash per la sua giovane età, saliva spedito e si fermava solo per fotografare ed incitare il gruppetto ad affrettarsi. Finalmente in cima c’era una fonte d’acqua viva che sgorgava fresca e offriva ai pellegrini accaldati, refrigerio e sollievo. All’interno della chiesetta è conservato un grande masso di pietra dove la Santa sostava in preghiera, tutt’intorno è cosparso di rose. Siamo scesi in fretta  e dopo abbiamo visitato la casa natale di S. Rita e la stanzetta dove lei è nata. Con quest’ultima visita si è concluso il nostro pellegrinaggio. Ringraziamo don Lulash per la sua vivacità e simpatia, le suore, con le quali abbiamo recitato il rosario e i collaboratori; il sig. Roberto e il sig. Felice che aiutano, organizzano e sostengono tutta l’attività parrocchiale. Arrivederci a presto e buone vacanze a tutti.

 

                                                                                                                              Giulia Zappi

            Sito Diocesano
Sito Diocesano

Orari Sante Messe

Feriali                                                          

Cappella della Visione

ore 8,00

Chiesa Cattedrale

ore 18.30 

 

 

Festive

Chiesa Cattedrale

Sabato: ore 18.30

Domenica: ore 8.30 - 11.00 - 18.30

 

Cappella S. Giovanni Calabria            

Domenica: ore 9.30

Lazio7 - Vita Diocesana
Lazio7 - Vita Diocesana

 

 

 

 

  

 

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