Pasqua Ebraica e Cristiana

Martedì 26 marzo nella Parrocchia di La Storta (Sacri Cuori di Gesù e Maria) il parroco, Monsignor Adriano Furgoni, ha tenuto un’interessante lezione sulla Pasqua Ebraica e Cristiana.

Ha riunito in chiesa i bambini del catechismo con i genitori ed ha allestito, con la collaborazione delle catechiste, due tavoli imbanditi ai lati dell’altare, con stoviglie e vivande.

Il parroco, come di consueto, stimolava i bambini coinvolgendoli nella spiegazione.

Un bambino, con il costume tipico del capo-famiglia ebreo, rispondeva alla domanda del più piccolo della casa: «Perché questa notte è diversa da tutte le altre notti?». E il capo-famiglia racconta … (Esodo cap. 12).

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La Pasqua è la festa più importante, si celebra con una cena che è un pasto rituale dove la famiglia si riunisce e diventa comunità conviviale. Si cantano salmi, inni e il grande Hallel (salmo 136).

Pesach – è la festa che ricorda l’esodo degli Ebrei dalla schiavitù d’Egitto verso la Terra Promessa (la libertà).

L’Esodo indica la nascita d’Israele come popolo eletto di Dio.

Pesach – è il passaggio di Dio che, con la decima piaga d’Egitto colpisce i primogeniti, risparmiando gli Ebrei.

La Pasqua è legata alla luna nuova successiva all’equinozio di primavera perciò la data non è fissa ma cade tra marzo e aprile (abib-nisan).

Per l’occasione gli Ebrei spazzano la casa e bruciano le briciole di pane lievitato. Con la farina nuova preparano il pane azzimo, cioè non lievitato.

Gli Ebrei mangiano seduti o sdraiati con il gomito sinistro appoggiato, segno di libertà. I servi invece mangiano in piedi, perché devono essere pronti a servire.

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Ai lati del tavolo ci sono due candele che simboleggiano i due comandamenti fondamentali:

- Amore di Dio

- Amore del prossimo.

Menorah – candeliere a sette bracci – indica l’onnipotenza di Dio.

Sul tavolo c’è il piatto del Seder con sei segni:

- l’osso di agnello (la zampa anteriore)

- Karjas (vegetali)

- Charoseth (salsa o marmellata)

- tre Matzoth (pane azzimo)

- uovo sodo.

Fuori del piatto del Seder ci sono:

- acqua salata o aceto o succo di limone

- quattro coppe di vino.

Durante la cena si lascia una sedia vuota e la porta di casa aperta in attesa di Elia – precursore del Messia.

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- L’osso di agnello ricorda il sacrificio pasquale.

       Gli animali non si sacrificano più al Tempio perché il Tempio è distrutto.

- Karjas – sedano – simbolo della creazione.

- Charoseth è una mistura di frutta secca con arance e miele.

       Ricorda la malta usata dagli Ebrei per costruire i mattoni.

- Tre Matzoth – tre schiacciate di pane azzimo coperte da un panno.

       Corrispondono alla divisione del popolo:

       - sacerdoti

       - leviti

       - israeliti.

       Il pane azzimo è il pane dei poveri (umiltà)-

- Uovo sodo – simbolo di vita e di lutto.

       La sua forma rotonda allude al ciclo dei cambiamenti ed esprime la speranza che presto il tempio sarà ricostruito.

 

Un piccolo recipiente di acqua salata, in ricordo delle lacrime versate, è posto accanto al piatto del Seder e serve ad intingere il Karjas.

Il vino ricorda il sangue dell’agnello ed è simbolo di festa e di libertà.

 

Le quattro coppe di vino alludono alle quattro notti illuminate da Dio:

- la 1ª coppa ricorda la creazione – santificazione della festa

- la 2ª coppa ricorda Abramo – la fede – liberazione dall’Egitto

- la 3ª coppa ricorda Mosè – Alleanza – l’azione di grazia

- la 4ª coppa ricorda il Messia – si cantano i salmi di lode Hallel che conclude la celebrazione.

C’è una quinta coppa che allude ad Elia.

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La Pasqua Cristiana è la festa di Gesù Risorto.

I cristiani si riuniscono nel Dies Domini (la domenica) intorno all’altare e ricordano i gesti e le parole di Gesù nell’Ultima Cena e fanno memoria del suo sacrificio sulla croce e della sua risurrezione.

Mangiano pane – ostia – Corpo di Gesù.

Bevono vino – Sangue di Gesù.

Questa è l’Eucaristia – la Cena del Signore.

Pasqua è la liberazione dalla schiavitù del peccato alla redenzione, alla libertà dei figli di Dio. è la nuova Pasqua di salvezza per tutti gli uomini.

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L’incontro si è concluso con soddisfazione generale dei presenti e in gioiosa atmosfera per la festa imminente.

Uno speciale ringraziamento al Parroco per la competenza e la vivacità con cui ha trattato l’argomento.

 

30 marzo 2013.

                                                                                                                                                                                          Giulia Zappi

 

            Sito Diocesano
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Orari Sante Messe

Feriali                                                          

Cappella della Visione

ore 8,00

Chiesa Cattedrale

ore 18.30 

 

 

Festive

Chiesa Cattedrale

Sabato: ore 18.30

Domenica: ore 8.30 - 11.00 - 18.30

 

Cappella S. Giovanni Calabria            

Domenica: ore 9.30

Lazio7 - Vita Diocesana
Lazio7 - Vita Diocesana

 

 

 

 

  

 

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