25 gennaio 2014 - Celebrazione ecumenica della parola di Dio

CELEBRAZIONE ECUMENICA DELLA PAROLA DI DIO 

IN CATTEDRALE A ROMA LA STORTA

Diacono Enzo Crialesi

 

Il 25 Gennaio 2014 alle 19,00 nella Parrocchia di Sacri Cuori di Gesù e Maria, si è svolto il l’ultimo dei tre incontri di preghiera Ecumenica, per l’unità dei cristiani, con i Cristiani Ortodossi Romeni e Greco Cattolici organizzata dall’Ufficio Migrantes Diocesano, con le Comunità Cattoliche Italiana, Romena, Nigeriana, Filippina e Srilankese, con i Cristiani Greco Cattolici e Ortodossi Romeni presenti nelle Parrocchie e nella zona di Roma La Storta.

L’incontro e stato presieduto dal parroco Mons. Adriano concelebranti sono stati: don Lulash, padre Samuel, don Matteo, don Nicola, diacono Enzo e dal padre Gabriel e dal diacono Gabriel  della Comunità Ortodossa Romena, presenti anche don Maurizio e don Stephan della Comunità Schoenstatt.

Alla celebrazione che è iniziata con il canto d’ingresso della Comunità italiana, erano presenti anche alcuni rappresentanti delle Comunità Srilakesi, Nigeriana, Filippina, Albanese, Neocatecumenale e del Rinnovamento dello Spirito della Cattedrale  si è svolta in quattro momenti:

1.Radunati in Speranza e Unità, in cui il Celebrante dona a tutti i fedeli, la grazia e la pace del Padre e del Signore Gesù Cristo. Questa celebrazione Ecumenica è stata preparata in Canada, che significa “Villaggio”, quando i cristiani pregano si uniscono a questo Villaggio Globale e chiedono al Dio di essere uno nella Comunione con il Signore Gesù. 

2.In Ascolto della Parola di Dio, momento in cui Dio parla al cuore di ogni persona e resta in attesa che la parola proclamata si faccia carne. Il Signore ha detto: Spianate la terra, preparate la via, levate gli ostacoli della strada dove passa il mio popolo… che mi ha abbandonato e se ne è andato…. Ma io lo guarirò (cfr.Is 57,14-19), Il salmo 22 cantato dalla Comunità Ortodossa nella propria lingua madre ci fa scoprire la bontà e l’amore del Signore che ha per ogni persona: Il Signore è il mio pastore non manco di nulla…..anche se commino in una valle oscura non temerò alcun male.

Le parole dell’apostolo Paolo ci sono state di conforto e di speranza: Voi uniti a Cristo Gesù,  insieme a tutti quelli che  invocano il nome di Gesù Cristo,  siete diventati il popolo di Dio (Cfr. Cor. 1,1-17) Così dicendo, egli afferma che è sempre in Lui, unico Capo e Signore, in cui possiamo ritrovarci uniti, per la forza inesauribile della sua grazia. Il Vangelo di Marco cantato da padre Gabrile ha riaperto, dopo la sua riflessione, la speranza all’unità che passa nel farsi ultimi e accoglienti specialmente con i bambini: Se uno vuole essere primo , deve essere l’ultimo di tutti e il servitore di tutti, poi prese un bambino ….e disse: chi accoglie uno di questi bambini accoglie me e chi accoglie me accoglie il Padre che mi ha mandato. 

3.La professione di fede con il Credo Apostolico recitato ognuno nella propria lingua e lo scambio della pace ha riaperto i nostri cuori al gesto di fraternità e amicizia. Poi. le preghiere per  i poveri, per l’istruzione primaria a tutti i  ragazzi del mondo,  per i diritti e la dignità di ogni uomo, per i malati, per le donne che portano  in grembo una vita, per la custodia del creato, per la solidarietà  e la cooperazione internazionale e per l’unità di tutti i Cristiani separati ci hanno accumunati in un fraterna unità. Dopo la preghiera del Padre Nostro, è stato benedetto il pane, che era posto su un tavolinetto davanti ai sacerdoti e, poi tutti insieme sacerdoti, diaconi e fedeli dell’assemblea hanno preso un pezzo di pane come segno di amicizia, è stato evidenziando che non è l’Eucaristia, ma è comunque un gesto di fraternità che ci fa riflettere e ci fa sentire un'unica famiglia in cammino con lo sguardo rivolto a Cristo. 

4.Invio nel mondo: tutti impegnati a lavorare per l’Unità, la Comunione, abbandonando le futili liti che da secoli ci dividono. Insieme apparteniamo a Cristo e insieme andiamo nel mondo a proclamare questo lieto annuncio. La Celebrazione si è conclusa con il canto finale e la benedizione data da don Adriano e padre Gabriel. “Possa l’amore del Signore Gesù attirarci tutti a Lui, rafforzarci al suo servizio e riempire i nostri cuori di gioia  e benedizione.